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Sopravvivere a LA: cucinare italian style, o almeno provarci


I miei primi spaghetti col tonno stile mondolfese nell'aosto 2005

Tre anni che sono qui a Los angeles, penso ormai di essermi un po' abituato al posto.

Non sono esattamente a LA, ma in una delle cittadine che sta nel perno tra il centro (downtown), la piana verso il mare, dove si trovano Santa Monica e il LAX, l'aeroporto, la San Gabriel Valley a est, dove si trovano Pasadena, Pomona e andando oltre San Bernardino e Palm Springs, e la San Fernando Valley a ovest, dietro il mare, separata da esso dalle Hollywood hills.

La conformazione di questa parte della contea e' quanto piu' simile a un set si possa immaginare: le montagne quasi onnipresenti formano la scenografia davanti alla quale le cittadine facenti parte di questo enorme striscione di suburbia senza reali centri si sviluppano.

Dato il clima semidesertico, l'aspetto delle montagne e' brullo, punteggiato di vegetazione sul verde in inverno e prima primavera, grazie alle piogge che un po' tengono viva la vegetazione, e giallo-brunastro in estate.

Da quando sono arrivato qui gli italiani residenti che ho incontrato o in cui mi sono incrociato si contano sulle dita di due mani; i turisti sono una presenza sporadica in cui mi imbattevo quando con la metropolitana andavo al lavoro a Studio City, dall'altra parte delle colline di Hollywood, fino allo scorso ottobre. Adesso il mio lavoro e' praticamente a un paio di isolati di casa, raggiungibilissimo a piedi.

I ristoranti italiani da queste parti scordateveli: la maggioranza piu' che italiani sono americanizzati; ho forse trovato un posto in Melrose un po' di tempo fa gestito da una famiglia italiana ma sia il fatto che la prenotazione sia obbligatoria sia la sua vicinanza ai Paramount studios mi danno l'idea che per mangiare li' sia necessario contrarre un mutuo.

Fortunatamente sono persona pratica, quindi non sono particolarmente afflitto dalla mancanza del cibo italiano come altre persone, chiaro che ogni tanto mi manca mangiare all'italiana.

Per il caffe' mi sono industriato: ogni volta che vado in italia ne compro uno o due pacconi da un chilo; sia chiaro, il caffe' italiano lo venodono anche qui i negozi/ristoranti italiani ma ad un prezzo di molto maggiorato, come sei dollari per un pacco da 250 g!

Dall'altra parte ho imparato a non disprezzare il caffe' locale,

Se ti vuoi prendere un cappuccino nei vari starbucks/coffee bean o similari lo paghi sui tre dollari, e la qualita' non e' tra le migliori: io ho avuto la fortuna di comrare un gadget che magari in italia nessuno caga: uno schiumatore manuale per il latte per fare il cappuccino; in pratica: si mette il latte dentro questa tazza e uno stantuffo con filtrino metallico viene mandato in su e in giu' per fare la schiuma; dopo 30 secondi/ un minuto il latte e' pronto e si aggiunge al caffe' per fare un cappuccino fatto in casa. Insieme al forno al microonde e' una di quelle cose che fanno risparmiare diversi soldi.

Non c'e' praticamente latte UHT qui in california; da quel che ho capito alla gente non piace, quindi il latte e' venduto fresco, appena pastorizzato, il che porta soprattutto la mattina a quel simpatico effetto "idraulico liquido" che ti fa correre in bagno poco dopo la colazione.

Per ridurlo e' possibile comprare quello che si chiama qui "non-dairy creamer" in pratica latte di soia, ma per fare il cappuiccino come venga non so, non ho ancora provato.

Io sono marchigiano, mondolfese per la precisione: nel mio paese verso la fine di marzo si svolge una sagra chiamata la "spaghettata" dove vengono serviti spaghetti con un sugo locale a base di tonno;

condizione necessaria e indispensabile e' che il tonno sia in olio d'oliva: ha molto piu' sapore di quello al naturale;
Due tonni all'olio d'oliva a buon prezzo sono il Genova, che si trova in Ralphs, sul $2,50 per 100g oppure quello venduto da Trader Joe's per $1,50 ma che a mia moglie non piace.

Trader Joe's e' il miglior posto se cercate generi di buona qualita a un buon prezzo, vendono un olio d'oliva extravergine (non completamente italiano, misto greco italiano e altre nazioni mediterranee) a un prezzo conveniente ,3 dollari per mezzo litro, 5 per 1 litro.

(Trader Joe's vende anche pancetta a cubetti Citterio, 100 grammi, non proprio economica, 3 dollari ma almeno e' quella adatta per la carbonara o l'amatriciana.)

Altro vantaggio di Trader Joe's e' che i prezzi sono comprensivi di tasse, mentre in Ralphs devi aggiungere l' 8,25 % al prezzo.

In Ralphs aiuta essere membri del club, per avere sconti in certi casi anche del 50%.


Anche per la pasta Ralph's o trader Joe's sono i punti di riferimento: gli spaghetti di grano duro (durum wheat semolina) costano da ralph $1, in Trader Joe's sono prezzati intorno agli ottanta centesimi; entrambi i pacchetti qui esaminati pesano una libbra (450 g).

La ricetta comprende anche della conserva (concentrato di pomodoro); io uso il tomato puree di Ralphs in quanto non "enhanced", ma semplice pomodoro senza niente altro, hanno piccoli barattoli per 50 cents.
Poi prezzemolo (tritato e essiccato da Ralphs o altri department stores), in inglese parsley; da 50 centesimi a un dollaro per bustina.

La ricetta del sugoin se e' semplice: di solito uso l'olio del tonno stesso per soffriggere prima uno spicchio d'aglio e un po' di prezzemolo per un paio di minuti; quindi aggiungo il tonno, lo spezzetto un po', lo faccio cuocere un paio di minuti ancora, poi aggiungo tre o quattro cucchiai di concentrato di pomodoro, un bicchiere d'acqua, un po' di sale, del pepe e far bollire a fuoco lento per una mezz'oretta rigirando di tanto in tanto.

Ogni tanto quando voglio fare qualcosa di tradizionale chiamo mia madre al telefono in italia e mi faccio mandare la ricetta.

ho altre ricette da condividere, penso che lo faro' nei prossimi giorni, insieme a delle dritte su come risparmiare dei soldi.

Pubblicato il 16/2/2008 alle 0.2 nella rubrica Diario.

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