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Tutto quel che puo' venire in mente a un italiano che si e' sposato e spostato in california
DIARI
16 gennaio 2009
Diario: Diari: The Sleeve Tower e la filosofia delle bevande calde al lavoro
Saluti a tutti, tornato negli steits non ho ancora troppa voglia di parlare di AROS e dell'incredibile fine anno che ha avuto; mi piacerebbe anche parlare del mio matrimonio religioso e di altre cose che vorrei condividere con i miei lettori ma, essendo ancora parzialmente rimbambito dal jet-lag, ritengo che accadra' in futuro, quindi oggi approfitto per rifinire e postare un mio articolo rimasto nel limbo.

Un po' di tempo fa mi sono imbattuto nel blog di una traduttrice italiana di fumetti, chiamato sweet home alabama e questo post mi ha ispirato una risposta romanzesca che qui sotto allego...

A parte il fatto che a Starbucks il caffe' costa caro (caffe' locale due dollari, espresso tre), lo sleeve di cartoncino e' un mio compagno fedele. Io preferisco comprare il caffe' al seven-eleven locale giusto davanti al mio ufficio: essendo self-service i costi sono ridotti (1.29 un 20 once e ultimamente una bella combo caffe' + ciambella a 2 dollari tasse (8.5%) incluse); prendo i bricchi dai loro supporti termici e li verso nel bicchierono non prima pero' del rituale dei creamers (non-dairy religiosamente per evitare l'effetto "idraulico liquido" dato dal caffe' con latte): nocciola e vaniglia oltre che uno squizzo di sciroppo alla nocciola anche lui. Si mescola col bastoncino di plastica, si infila il beccuccio di plastica (con coperchio al seven-eleven) si page alla cassa e si va al lavoro. Una volta finito il caffe' lo sleeve (o "manicotto" come ritengo sia il termine equivalente italiano) si aggiunge alla mia  torre di manicotti a fianco della mia scrivania,che ha ormai raggiunto il metro e venti di altezza.

Per il te' un discorso diverso. Avendo qui in ufficio nel cucinino il solito dispenser di acqua potabile a piu' rubinetti, la direzione ci fornisce snacks vari per ammazzare la fame nel caso non si riesca ad andare a pranzo; oltre a questo ci sono diversi contenitori di latta con te' di diversi gusti: dal te' verde (rigorosamente kirkland, marchio COSTCO-un gigante dell'ingrosso come da noi un panta market ad esempio) ai te' da te descritti, di marca pero' coffee bean (concorrente locale di starbucks): earl grey, english breakfast e un Estate Darjeeling, con te' indiani ed hmlalayani.
La caratteristica importante di questi te' e' che non sono all'interno della classica bustina di cartafiltro assorbente, bensi' in prismatici sacchettini di nylon con le foglie tritate meno delle nostre. Quando si apre uno dei barattoli si puo' gia' sentire l'aroma.
Sara' il modo in cui il te' e' conservato ma la differenza si sente.
Prima di tutto per apprezzare appieno il sapore il te' deve essere consumato senza zucchero: questo consente di sentire direttamente il sapore dell'infuso e apprezzarne le differenze.

L'english breakfast risulta quindi piu' soft rispetto all'earl grey: il bergamotto, che gia' nell'odore denota un'ombra dolceamara rende l'earl gray piu' forte come sapore con una leggera nota di fresco.

Il Darjeeling invece risulta corposo ed equilibrato.


A questo pero' lasciatemi aggiungere una nota personale su una cosa di secondaria importanza ma avvenuta durante il mio ritorno in italia.

Essendo sul volo internazionale Roma-Philadelphia, per mia intenzione di ridurre il jet-lag per quanto piu' possibile volevo dormire (intento reso inutile da una bambina con accento partenopeo un paio di file avanti il cui volume di voce era a livello binario: o muta o chiassosissima); eccomi quindi a chiedere allo steward un caffe'decaffeinato, o "decaf" come lo chiamano gli americani.

Pochi minuti dopo mi arriva con acqua calda e dentro una bustina che mi ricorda quella del te'; gli chiedo cosa e' questo? e lui mi dice: questo e' il suo caffe' decaffeinato.

La bustina stava rilasciando nell'acqua un colore scuro ancora poco identificabile con caffe', sia pur americano.

Con il senno di poi, ora, mi accorgo di come l'approccio americano/anglosassone al caffe' sia piu' simile al fare del te', a un infuso piuttosto che a quello italico del trattare il caffe' in maniera diversa; la nostra moka consente al caffe' di prendere piu' sapore e succo, quindi di concentrare meglio l'aroma, mentre per inglesi e americani il caffe' altro non e' che te' piu' scuro.
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