.
Annunci online

Tutto quel che puo' venire in mente a un italiano che si e' sposato e spostato in california
17 luglio 2008
Tecnologie: AROS: Linux: mi sa che non ho capito un c..o dell'open source?
EDIT: di KDE 4 e di come gli utenti reagiscano come consumatori si parla anche qui.


I recenti interventi sul gruppo it.comp.os.amiga qui, per quanto legate alla prossima uscita di Amiga os 4.1 e le recenti polemiche che appaiono su linux hater blog qui e su linux.com qui, mi fanno considerare come abbia preso grandi cantonate sulle ragioni che portano il movimento open source: Ho sempre pensato che ci fossero motivazioni sociali come necessita' di strumenti informatici per chi non puo' permettersi un sistema operativo o degli applicativi di marca, per supporto a organizzazioni umanitarie e strumentazione didattica e di startup per paesi emergenti, oltre che lo scindere l'IT da quelli che sono i legami con l'industria tradizionale del software e dei sistemi operativi commerciali, la condivisione delle conoscenze e l'apertura di algoritmi e librerie fruibili a tutti per qualsivoglia scopo, senza dover trovarsi o a abbandonare il progetto o a dover pagare costose royalties in algoritmi altrimenti ripetibilissimi.

Forse sono troppo ingenuo, forse sono troppo idealista: certo che essere disillusi alle soglie dei 40 anni e' molto piu' cocente di quanto accade in gioventu'.

E capisco anche l'astio di linux hater e la frustrazione degli sviluppatori piu' nuovi di Linux o AROS, per parlare di un progetto a cui e' noto sono emotivamente legato.

Leggere qui come stia portando avanti da solo lentemente lo status report del completamento delle librerie senza l'aiuto e il feedback di molti degli altri sviluppatori, cosa che potrebbe accelerarne l'andamento, e' in parte scoraggiante.

E anche leggere in molti degli interventi di Linux Hater come alcuni dei cardini della filosofia open source si stiano rivelando controproducenti al fine stesso della filosofia FOSS: il fatto stranoto dei package managers, GNOME KDE XFCE e altri desktops, le beghe dei sound managers, il reinventare la ruota, la scusa di dover leggere i sorgenti invece di documentare adeguatamente, il come il FOSS sia attualmente penalizzato dalle lotte di potere interne, l'ego dei programmatori di cui ho gia' parlato qui e tante altre cose.

Nello stesso thread Alessandro Pellizzari dice che se si vuole raggiungere lo scopo di avere un AROS funzionante bisogna trovare un "leader spirituale che dia le direzioni per il progetto": si, poi chi non e' d'accordo forka, e gia' che gli sviluppatori sono pochi, non e' cosa buona.

Lasciando da parte AROS, ho gia' sostenuto come il mio punto di vista sia che, quando un progetto raggiunge una "massa critica" di utenti, gli sviluppatori dovrebbero avere il buon senso di sentirsi moralmente tenuti ad ascoltare le ragioni dei loro utenti o comunque di tenerle maggiormente in considerazione.

Leggendo i casini successi con KDE 4, sembra proprio che questo non sia accaduto: certe distirbuzioni hanno inserito KDE 4 come feature standard nonostante la dichiarata (ma sembra non troppo) provvisorieta' della release e gli utenti ne sono rimasti frustrati per le limitazioni delle feature non finite.

E' pero' comico leggere su linux.com qui di come il fatto che gli utenti si comportino come consumatori sia ritenuto sbagliato da chi sostiene la comunita' FOSS. Ma un utente e' un consumatore, consuma un bene, anche se non venduto, e puo' dare un feedback, anzi: se vuole partecipare alla filosofia open source di base direi che deve.

Questo doppiopesismo ricorda molto la sinistra italiana; a prima vista ci sono molti paralleli tra il FOSS e le filosofie socialiste e comuniste cosi' come tra certi comportamenti del FOSS e il proselitismo delle religioni, tra peccato e FUD, capitalisti e Microsoft: il come serva un nemico e un'ideologia per portare avanti la causa.

Io mi sono sempre tenuto fuori dalle diatribe politiche, sono una persona pratica cresciuta in una casa con madre di destra e padre comunista ma nessuno dei due mi ha cercato di spingere verso l'una o l'altra parte: ho personalmente valutato pro e contro dei reciproci punti di vista e, pur avendo alcune influenze di base, non scelgo direttamente una parte o l'altra ma piuttosto pratico i punti dell'una o dell'altra o di terze parti che condivido.

E anche per il software open source seguo la stessa filosofia: l'approccio seguto da AROS con la sua APL mi risulta piu' compatibile con il mio modo di pensare, cosi' come la stessa interfaccia di AROS e degli Amiga os: si possono manovrare sia con la GUI che senza e molto piu' facilmente di un windows o di un linux.

Ma sto uscendo fuori tema.

Sempre qui avevo citato l'articolo di Product Beautiful che parla di product management: un progetto opensource che lo voglia o meno e' un prodotto, ma un tipo speciale di prodotto: e' un  po' come l'hamburger custom di Wendy's: diamo una base e il cliente chiede espansioni o magari aggiunge cose di sue; quindi ne appende la ricetta in bacheca in modo che anche altri la possono provare o variare. E la cucina e' a vista e aperta a tutti per smanettare, col cuoco attorno in modo che i clienti non possono fare troppi danni.

Almeno in potenza.

Se vogliamo portare avanti la metafora, capita che certe volte il cuoco e' un maniaco della pulizia o non sa accettare le critiche o ha un suo modo di disporre le coltellerie e gli utensili o che d'un tratto decida che le ricette degli utenti non sono accettabili secondo i suoi criteri: il caso di pidgin.

E ancora una volta non posso far a meno di coprire il mio capo di cenere, dicendo che anche io nel mio piccolo ho sofferto di questi complessi di ego, e ne soffro tuttora: ammetto che uno dei motivi della mia contribuzione e' che mi piace che si parli bene di me, e mi piace farlo facendo cose buone per gli altri.

Poi che io sia una di quelle persone che se fa una cosa sente dei doveri morali verso gli utenti, al di la' del puro piacere, penso sia solo cosa buona. E onestamente penso dovrebbe essere uno dei reali motori dell'open source: il fare qualcosa di utile per gli altri, un modo di far diventare il mondo un posto in qualche modo migliore. Non certi giochetti di politica, le fazioni, gli ego offesi, ecc. ecc.

Anche perche' il FOSS, come altre ideologie, funziona bene sulla carta ma quando poi si porta in pratica si scontra con il fattore umano ed emotivo. Non tenerlo in conto significa negare l'esistenza di un fattore determinante.
E' esattamente cosa sta succedendo in KDE, Pidgin e in parte anche in AROS, e la rigidita' nel rispondere e nel tenere le posizioni ad oltranza non penso sia cosa buona. Se IMHO i progettisti hanno un minimo di senso etico dovrebbero accantonare gli ego, le posizioni intransigenti, le regole auree e focalizzarsi nel raggiungere una delle pietre miliari del percorso, in modo che sia un nuovo punto di partenza per cosa fare in futuro.

40 anni e ancora credo nelle favole e nel fatto che la gente possa fare la sceltapiu' ovvia e pratica, mah, mi sa che sono incurabile:(
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

Articoli Recenti

Who links to me?

Contatta Simone Bernacchia

 




IL CANNOCCHIALE