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TECNOLOGIE
7 luglio 2008
Tecnologie: Amiga: AROS: MorphOS: i casini dell'ata.device, MorphOS 2 e' uscito e In difesa degli scienziati pazzi dei videogame :)



Come nei drive-in americani  negli anni 70 (ormai quasi scomparsi ma ce ne e' ancora uno vicino a Pomona e appena possibile vi andro' a dare un occhio), oggi questo articolo presenta una "triple feature", tre al prezzo di uno e gli hot dog a un dollaro!;)

Questi giorni le cronache amighiste sono state scosse dall'usuale stasi con l'uscita dell'atteso MorphOs versione 2 per le schede Pegasos e per la scheda Efika.

Anche se la release ha i suoi problemi, come ad esempio l'audio non ancora supportato sotto la scheda EFIKA (almeno nella release, ricordo di aver visto un video su youtube in cui ci leggevano un DVD) e un prezzo non esattamente economico (111 euro  prima del 15 luglio, 150 euro dopo, naturalmente al netto di IVA),  MorphOS si presenta insieme ad AROS come erede della filosofia Amiga-like nei sistemi operativi e con un discreto parco software tra cui le sole implementazioni su sistemi Amiga-like di programmi open source mainstream quali Blender e VLC, risultando anche utilizzabile per produttivita'.

sotto Efika il layer di emulazione Amiga e' provveduto da E-UAE, quindi probabilmente non allo stesso livello di Quark su Pegasos e senza JIT (ricompilazione just-in-time) ma comunque adeguata.

Sotto AROS le devices continuano ad essere un discreto grattacapo al momento; Tra la correzione di vecchi bug e la necessita' di estendere la compatibilita' sia a diversi controller ATAPI che a controller SATA,  le ultime nightly builds possono non bootare sotto alcuni sistemi precedentemente supportati. Tra le opzioni provvisorie l'implementazione da parte di  Michal Shultz dui una nuova opzione, "ATA=nosubclass" che dovrebbe permettere il boot sotto alcuni controller Intel SATA in modalita' legacy come l'IHC7 e IHC8. La soluzione funziona, ma la sua attuale implementazione risulta temporanea perche' alla fine il fatto di aggiungere da linea di comando opzioni su opzioni filosoficamente non e' compatibile con l'approccio Amighista plug-and-play; nella mailing list si stanno attualmente discutendo soluzioni su come implementare questa ed altre opzioni rispettando la filosofia e l'usabilita' tipiche del sistema madre.



Di recente in questo topic su Amiga.org un utente ha proposto la sua idea di realizzare un "Sonic the Hedgehog" fangame per la piattaforma Amiga utilizzando un platform editor in AMOS chiamato Backbone. Ho deciso di collaborare preparando la colonna sonora, solo che essendo da un pezzetto fermo per quanto riguarda comporre mods mi sono imbattuto in un ostacolo da pivellino: Milkytracker,cosi' come altri tracker di nouva generazione non e' limitato alle ottave c1-g4 come il vecchio protracker ma puo' arrivare fino a g-6 e io componendo housato largamente l'ultima feature insieme al controllo del volume senza il comando cXX, il che potrebbe portare a forti discrepanze nel replay della musica come MOD o forse addirittura a non farla funzionare per niente: se il curatore della conversione non ha una replay routine che supporta gli XM dovro' cercare un UAE, installare il vecchio protracker amiga e riscrivere le canzoni con quello. Questo a patto che la mia versione gli piaccia: ho usato gli strumenti chip in quattro voci, pletora di vibrato e arpeggio, quindi allafine suona quasi piu' come un PC-engine base che come un megadrive, che usa le forma d'onda e otto voci, ma finora la canzone occupa solo 17 k, con due temi prinicipali, il bonus stage e lo stage completed.

Sonic, Megaman, strider, anche il buon vecchio resident evil ed altri giochi che ora non mi vengono in mente hanno tuitti il filo comune dello scienziato pazzo o rinnegato che deve essere combattuto e distrutto: comune anche al signore degli anelli con le figure di Sauron e Saruman, al ciclo di Narnia e (non troppo dissimilmente) le politiche di Bush e degli stati come Iran e Corea del nord: il bene e il male come entita' distinte e incompatibili senza sfumature. Nel caso degli scienziati pazzi dei videogame la cosa e' anche piu' drammatica: chi conosce almeno un po' la societa' giapponese sa che si tratta di una societa' che sotto la incredibile modernita' nasconde uno stampo medievale: regole di comportamento e di linguaggio diverse verso chi e' piu' vecchio o piu' giovane al lavoro e in famiglia, verso i ruoli di persone fuori della famiglia, un "buon senso comune", chiamiamolo che governa tutte le attivita' e i comportamenti sociali e uina societa' improntata sul quasi totale annullamento delle differenze personali e delle individualita' a meno che non siano buone per il sentire comune o per lo scorrere dell'economia, per il "consumo" insomma; quando giochi come Sonic e Resident Evil usicrono, il giappone non era ancora stato coinvolto dalla crisi delle borse asiatiche e dal risveglio della tigre cinese; il giappone era ancora il massimo antagonista occidentale.
In una societa' cosi' strettamente interconnessa e con una mentalita' da "villaggio" come quella nipponica della meta' degli anni 90 e ancora oggi, essere isolati o esclusi dalle meccaniche della societa' e' quasi fatale: non si puo' piu' lavorare e quasi neanche parlare con le altre persone: insieme al bullismo scolastico (detto ijime) e alla stretta disciplina aziendale, l'isolamento sociale e' uno dei maggiori fattori per l'alto tasso di suicidi nella societa' nipponica.
Ecco che nel contesto sopra dichiarato, la paura intrinseca di un escluso intelligiente e caparbio e  la sua volonta' di vendetta e di scardinare i principi base del funzionamento della societa' e(perche ' no? Essendo un escluso sara' di sicuro anche un aberrazione) magari anche della natura, viene esorcizzata attraverso codeste trame di videogiochi: tra parentesi anche una invasione aliena e' foriera delle stesse paure, non dissimilmente dal significato inconscio della guerra contro il comunismo di molti film di fantascienza serie B degli anni 60.

Uno dei migliori libri che ho letto sulla societa' giapponese e' Giorni Giapponesi di Angela Terzani sTaude, un suo diario della permanenza in giappone per cinque anni; per quanto la staude abbia una posizione prevalentemente di sinistra, riesce secondo me a cogliere molte delle cose che stavano succedendo nel giappone della seconda meta' degli anni ottanta.

E nonostante molte delle trovate dei supposti scienziati malvagi siano interessanti e possano portare concreto progresso, si preferisce distruggere tutto in quanto "contaminato" dal male come pensiero e azione.

Essendo io personalmente un relativista, vale a dire una persona che cerca di non vedere le cose come bene e male assoluto, dissento da queste linee di pensiero: in verita' dissento anche dall'isolare socialmente chiunque faccia qualcosa di sbagliato, non e' questo il modo di risolvere i problemi.

Qualcuno potrebbe pensare che queste trame sono una sorta di "brain washing" per educare cosa e' buono e cosa non lo e'; io ho pensato cose del genere durante la mia adolescenza, ma sono giunto alla conclusione che la maggior parte delle volte trattasi semplicemente di mancanza di cura per la sceneggiatura.


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