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TECNOLOGIE
25 ottobre 2008
Tecnologie:AROS: un livello piu' alto di coinvolgimento
Non uno dei piu' profondi post oggi, magari direi piu' un post di mantenimento...

Contribuire a un progetto open source e' - o almeno dovrebbe essere - anche un momento di socialita': piu' persone lavorano insieme nel loro tempo libero a un comune interesse. La cosa si fa un pochetto piu' complicata quando le persone sono disseminate nello spazio di svariate migliaia di chilometri tra america, europa ed australia.

Diciamo la verita': se non esistesse internet non esisterebbero le comunita' open source, o almeno non sarebbero cosi' tante e diffuse come lo sono adesso.

Gli strumenti di collaborazione sono sicuramente meno evoluti di quelli che si potrebbero trovare dentro ad una realta' commerciale, ma neanche tanto: ho usato svn e vim in un recente progetto ed eclipse in un altro; comunque, molti dei problemi di comunicazione di solito si risolvono tramite messenger ed IRC.

Per quanto IRC sia probabilmente considerata dalle nuove generazioni "out", si rivela ancora un interessantissimo strumento per parlare in gruppo.

Cito IRC in quanto nelle ultime due settimane ho avuto modo di scoprire le velleita' "ircose" di Pidgin e Miranda e mi sono potuto collegare al canale ufficiale di AROS: ho quindi visto "cose che voi umani non potete neanche immaginare", se vogliamo esser banali e citare Blade Runner.

Fa un certo effetto parlare direttamente con alcuni dei piu' importanti sviluppatori di AROS quali Michal Schulz, Maag^Da, Stanislaw Szymczyk e gli altri.

Vedere Maag^da presentare in anteprima il nuovo Autodoc per AROS e avere Szymczyk e Schulz raccontare "live" degli sviluppi sulle loro bounties (tra parentesi:Congratulazioni Stanislaw,  la bounty e' quasi finita!) e scambiare con loro idee ed opinioni, nonostante non siano ormai piu' da tempo concetti nuovi e nonostante io non sia un gran frequentatore di IRC ma prima del periodo attuale ci ho bazzicato un po' e' un passo avanti rispetto all'essere solo frequentatore di forum e avido lettore di notizie: fa crescere la voglia di partecipare attivamente.

Ho scaricato LUA per PC e cominciato a dare un occhio anche a SDLBasic, sapendo che Mazze  sta cercando di portarlo anche su AROS (senza successo per il momento). Ho finalmente raccolto alcune idee per eventuali applicazioni che vorrei realizzare, non utilities di primissimo piano ma pur sempre applicazioni.

[edit: azz, leggendo la documentazione zulu e' a un livello abbastanza basso, spero di capirci qualcosa; cmq visto che devo iniziare dalle basi magari ci capiro' qualcosa di piu' in seguito...]

Sto anche cercando di capire come fare qualche tema personalizzato per le finestre; appena risolvo il problema di far comunicare la mia aros-box virtuale con la rete.
TECNOLOGIE
3 ottobre 2008
Diario: Tecnologie: AROS: Opinione: I sistemi alternativi AIUTANO l'open source, ed anche Linux

[nota: questo articolo e' lasciato volutamente aperto per chi volesse aggiungere precisazioni o smentite]


Comincio a pensare che dovrei DIGGare gli articoli in inglese piu' di quelli italiani se voglio far accadere qualcosa...

Giusto sabato mi sono trovato su linux.com un link che punta a un articolo su pingdom che parla dei dieci sistemi operativi piu' interessanti nell'immediato futuro: come potete vedere, al primo,sesto e settimo posto abbiamo tre sistemi AmigaOs-like: AOS4.1, MorphOS e AROS; qualcuno ne ha fatto una versione in italiano qui.

C'e' una cosa che mi rende perplesso; ne ho gia' parlato in passato qui fugacemente ma ritengo i tempi siano maturi per ridiscuterne.

E' interessante il vedere come buona parte degli amighisti/morphisti stessi considerano AROS una sorta di spreco di risorse, e questo nonostante pezzi del codice di AROS abbiano trovato casa, piu' o meno momentaneamente, sia nel MorphOS sia nel novello os 4.1, per non parlare di AfAOS.

Guardate invece come altri sistemi alternativi, quali Haiku e ReactOS stiano invece guadagnando consensi al di fuori della loro nicchia originale: il perche' e' abbastanza chiaro: entrambi rappresentano sia una alternativa open e valida alla loro controparte closed sia molto piu' accessibile e controllabile di un linux; ok ReactOS ha un po' di ruggine con il team di Wine per una storia, infondata, che non vale la pena di citare qui, ma certo lontana dalle "guerre sante" tra le incarnazioni di Amiga OS.

Fiumi di parole sono stati scritti nei vari blog e forum di discussione, anche amighisti, su come AROS sia snaturato rispetto anche alla sua stessa roadmap, prendendo su alcune filosofie di utilizzo dai sistemi linux e windows: se uno va a vedere os4.1 le stesse cose sono accadute in maniera similare ma nessuno ancora se ne e' accorto: basta metterci un wrapper ReAction e vai...

Ma non sono i soliti casini amighisti, tra cui questo ad attrarre la mia attenzione oggi.

E' ormai chiaro come il sole che il movimento intorno al free software e' diventato molto di piu'  che una filosofia di lavoro: da quando i soldi hanno cominciato a girare intorno a linux applicato al mercato server il free software si e' trasformato in questione prettamente politica, con lotte interne, diversi e opposti modi di vedere l'open source, dal purismo stallmaniano alla politica Novell e con contorno di eghi e correnti varie, basta vedere come programmatori danno sotto a Canonical per non contribuire abbastanza al kernel (canonical si adopera piu' per aggiustare l'esperienza finale dell'utente in altre zone), tra parentesi il programmatore del gruppo Kernel che da addosso a Canonical lavora per Novell, invisa a i piu' zeloti dell'open source per il suo accordo con Microsoft a proposito di certi brevetti linux; parlando di zeloti, e' passato in sordina il fatto che lo stesso Richard Stallman il 23 Gennaio 2008 ha "scomunicato" [edit: scomunicato e' una parola grossa: lo ha solo tolto dai link della GNU foundation ] AROS per la necessita' di usare rom proprietarie per  UAE e per la raccomandazione di procurarsele attraverso Amiga Forever: cito e traduco (con licenza per sottolineare i concetti) la mail di Aaron DiGulla che reca la notizia nella mailing list degli sviluppatori:


Salve,

Richard Stallman mi ha apena fatto sapere che e' stato cancellato il link di AROS nella pagina di links di GNU.org(http://www.gnu.org/links/links.html) dopo che ho avuto una lunghissima discussione con lui.

La ragione principale e' che in GNU.org vogliono solamente "sistemi operativi liberi che hanno la *regola* di non includere, o anche solo *raccomandare* Software libero".

Nel nostro caso, AROS raccomanda l'uso di "Amiga Forever", che e' un software commerciale (contiene le ROM e il Kickstart Amiga) in http://aros.sourceforge.net/documentation/users/applications/euae.php ,e questo e', secondo lui, in violazione della filosofia GNU.

Ho avuto una lunghissima discussione cercando di capire cosa sta succedendo e la situazione risulta essere la stessa di Linux, che puo' far girare MAME; Linux non pubblicizza MAME mentre noi si. Non sono sicuro se valga la pena di cancellare questa pagina o muoverla all'interno del package E-UAE. Mi sembra ipocrita il non raccomandare UAE esplicitamente, visto che in realta' noi lo raccomandiamo per i programmi Amiga che non girano su AROS.

Naturalmente Richard ha una convinzione granitica su questo argomento e da l'idea che non si puo' cambiare il mondo se si fanno compromessi.

Quindi, se l'argomento viene fuori in AROS-exec o da qualche altra parte [questo blog incluso,ndr], tenete calmi gli animi e non scatenate flame wars contro Richard e glialtri collaboratori con GNU, gestiamo questa cosa professionalmente. Non sono molto contento di questa decisione ma, dall'altra parte, duubito che avremmo avuto molte visite dai link di GNU.org (ci sono solo altri due sistemi operativi elencati) e nessuno si accorgera' del cambio.

Infine, Michele Battilana di Cloanto e' uno dei sostenitori piu' attivi della comunita' Amiga e della nostra, quindi penso che raccomandare il suo prodotto sia il minimo che possiamo fare in cambio di cio'.


Se ci pensate e' solo un altro accenno alla politica di cui parlavo sopra. [edit: Fortunatamente la comunita' AROS ha visioni piu' moderate sull'uso di software non commerciale e tra le sue priorita' non figura seguire alla lettera le raccomandazioni di GNU, quindi finora la cosa e' stata portata avanti con inappuntabile professionalita' e non ha minimamente influito sullo sviluppo di AROS, questo per rispondere alle richieste di chiarimenti che ho ricevuto].

Inoltre ho certe volte la sensazione che diversa gente nella comunita' linux pensi che sviluppare sistemi alternativi a Linux nell'open source sia una sorta di spreco di risorse, che ha deciso al tempo di concentrarsi quasi solo su linux e sui sistemi unix-like. I commenti nel thread sopra danno l'idea, considerando i sistemi alternativi "copie malfatte di Windows 9x". Molti di questi commenti vengono dalle nuove generazioni, cresciute con windows o linux e ignorando l'esistenza di altri OS prima di loro: quindi e' chiaro come non vedano ne' l'esigenza ne' la ragione per qualcosa di diverso: direi non sanno che ci puo' essere qualcosa di diverso.

Cosi' che non capiscono come l'esistenza di diversi sistemi operativi nell'open source sia un bene: come AROS e gli altri sistemi utilizzano codice da Linux, cosi' l'opposto avviene; ReactOS e Wine si scambiano codice per maggiore compatibilita' con windows, ad esempio, e anche la comunita' amiga ha ricevuto benefici da ixEmul, cigwin e piu' recentemente da NetSurf, browser nato sotto RiscOS e portato anche in piattaforma linux; inoltre linux puo' riprendere benefici utilizzando nei port per processori alternativi conoscenze maturate ad esempio sotto AROS e altri sistemi. Inoltre l'esistenza stessa di diverse opzioni non solo tra distro linux ma anche di altri sistemi operativi e' una delle caratteristiche essenziali della filosofia open source: ognuno sceglie la sua "arma", quella che meglio si confa al suo modus operandi.

E anche il know-how delle persone e' benefico per lo scambio tra sistemi operativi.

Ho gia' accennato alla fase 1 della Kickstart replacement bounty in passato e il fatto che e' stata assegnata a un tal Bheron. Questo e' tutto quel che appare nella descrizione su power2people: non abbastanza chiaramente. Questo perche', a detta di uno dei manutentori, la feature che mostra una breve descrizione del candidato non  e' stata ancora implementata.

Sempre attraverso i commmenti alla notizia sul forum di Aros-exec si e' arrivati a conoscere l'identita' di BHeron. Il suo nome completo e' Gregory John Casamento e questa e' la traduzione della sua scheda tratta dai commenti della notizia:

Sono stato impegnato nello sviluppo di software per circa 18 anni.
Sono attualmente un libero professionista.
Possiedo una piccola compagnia chiamata Logic Corporation (non quella ad OpenLogic.com, hanno preso il mio nome sei mesi dopo che avevo aperto).
Sono attualmente il campo manutentore di un profetto Free chiamato GNUstep, potreste averne sentito parlare ;)
Ho lavorato con un po' di tutto, dal C, Objective-C, C++, Assembly su X86 e 68K, etc.
Sono stato un fiero possessore di Amiga quando ero piu' giovane e ho fatto molta programmazione in C brima edl fallimento della Commodore.

Sono contento per l'opportunita' di aiutare AROS.
 
Le referenze sono ottime e e le competenze anche; ho messo a lato il link al suo blog per seguire, se ne parlera', i suoi progressi.

Lascero' questo articolo aperto per aggiungere eventuali precisazioni e commenti a venire.
TECNOLOGIE
11 agosto 2008
Diario: Tecnologie: AROS: C'e' qualcosa da dire su cui non ho gia' rotto le scatole?

(immagine dal sito ok/cancel)


Non sono del tutto in forma recentemente.

Sono indietro con il lavoro,la mia acidita' di stomaco ha una piccola recrudescenza e mi fa riportare la sensazione di avere una friggitoria dentro la pancia con gli schizzi di olio bollente che si abbattono contro le pareti dello stomaco.

Il che mi impedisce in parte di concertrarmi.

Ho appena letto la continuazione del discorso di commiato dammy, ex manutentore delle bounty aros su moobunny e mi sento un pochettino scoraggiato.

Dammy non e' delicato nei rospi che si e' tolto dalla gola: faro' un sunto non preciso.

Prima di tutto la rabbia nella decisione quattordici anni fa nel considerare PPC come futura piattaforma amiga piuttosto che l'x86;

Secondo, il suo disaccordo nella decisione di AROS alla nascita di voler ricostruire "completamente " l' API di Amiga OS 3.1: lo considera senza senso al di la di un porting (tuttora inesistente) di AROS su 68k, basato solo sulla necessita' (al tempo) di usare le API del 3.1 per le funzioni grafiche e , visto che a tredici anni dalla nascita del progetto, lo status del completamento delle API e' ancora solamente al 89%, ne professa il fallimento, considerandolo un culto del cargo a tutti gli effetti.

Comunque Dammy precisa che i maggiori sostenitori della piena compatibilita' 3.1 sono non sviluppatori bensi' i NON sviluppatori, molti tra cui, probabilmente, sono dei nostalgici che cercano una esperienza "full immersive" da AROS a livello del vecchio amiga os per continuare la "magia" e sperare di svegliarsi da un incubo di quindici anni.

Io spero realmente che AROS arrivi al suo traguardo di implementare pienamente le API 3.1 e spero anche che sia un punto di partenza, non uno di arrivo, da cui iniziare ad evolvere il sistema: non mi interessa se si arrivera' ad un punto di rompere le API attuali per implementare le nuove funzionalita' come memoria protetta e le vecchie applicaizoni dovranno lavorare dentro una sandbox (per gli italiani che non sanno cosa sia: pensate alla vasca con la sabbia dentro il parco giochi: il programma "gioca dentro" e non fa danni fuori dal suo spazio di memoria assegnata).

Ma sono tutte cose di cui, come gia' dicevo sopra, ho parlato in passato.

Non ci sono troppe cose da commentare: il mondo AROS, cosi' come quello amiga, e' usualmente sonnolento ai livelli di un paesino: molte cose sono fatte dentro casa, "sotto il cofano" come si dice, e per vedere il "motore" aiuta essere iscritto alla lista degli sviluppatori.

Eppure le cose escono fuori: il recente debutto della versione Sam440, la nuova build con GRUB 2, che garantisce una migliore compatibilita' e che consentira' di bootare da dischi SFS e non solo FFS, il porting su EFIKA su cui al momento stanno lavorando in parallelo sia Michael Schultz che Yakumo9275, c'e' interesse da parte degli sviluppatori di Natami per un port di AROS sulla loro macchina, che si tradurrebbe a un port di AROS su piattaforma 68k, che ho visto assegnato nella fase 1 a bheron, che non so chi sia.

Ma, come in tutti i piccoli paesini, l'atmosfera da piccolo paesino di provincia quale e' nel mondo dei sistemi operativi AROS e il mondo amiga in generale,in cui tutti si conoscono,  porta a far cozzare eghi(plurale di "ego"?) e abitudini consolidate, facendolo scoppiare nelle varie litigate che conosciamo su sistemi amigoidi, modalita' di implementazione, ecc.

Io non mi ritengo immune dallo schierarmi, ma almeno cerco di tenere una mentalita' un pochettino piu' pragmatica, o almeno provarci.

Sara' che sia io che il buon Paolone, [che or ora e' diventato Padre, congratulazioni:) ] ci adoperiamo per far crescere AROS al di la del semplica sistema operativo hobbistico come viene relegato da qualcuno dei suoi stessi autori: l'architettura Amiga ha ancora un potenziale notevolissimo, soprattutto nel settore hobbistico come tool di appoggio: non tutte le applicazioni necessitano memoria protetta e altre funzionalita' avanzate: pensate all'HAM radio, al music sequencing, magari con trackers che supportano il MIDI o con il port di programmi attualmente su amiga OS e su piattaforme open source quali audacity.

Cito me stesso da questo thread su Amigapage.it:

Vedo interessanti aperture soprattutto per quei campi hobbistici in cui ci si vuole concentrare di piu' sul computer come ausilio che come strumento da gestire a parte: ricordo programmi su amiga per HAM radio, per illuminotecnica (erano stati rilasciati dei sorgenti per programmi simili un po' di tempo fa) e per altri settori hobbistici magari secondari in cui il s.o. non necessita di grandi capacita' per operare e piu' semplice e' meglio e' ed al momento le alternative sono solo win o linux, entrambi abbatanza gonfiati, che necessitano di macchine abbastanza potenti e di solito devono essere gestite con cautela: AROS per queste cose risulta perfetto: gira su macchine non troppo recenti, non usa troppe risorse ed e' relativamente semplice da gestire.
[tra parentesi, non mi cito per autoreferenzialita' ma solo perche' sono un po' troppo pigro per riscrivere la pappardella da capo :P ]

di cosa altro non ho parlato?  Di sviluppare strumenti per il RAD, o sviluppo rapido di applicazioni o per aiutare lo sviluppo di quelle esistenti, un settore non molto sviluppato su amiga se escludiamo ADV per os4 e altri tool che altre persone isolate stanno cercando di creare su Amiga OS (non su AROS purtroppo, per ora): per quanto nel thread sopra Shinkuro dissente in parte:

Trovo gli strumenti che generano automaticamente le GUI come qualcosa di discreto per i principianti e per chi ha delle scadenze lavorative. In altri casi lasciare il compito di generare GUI a degli strumenti automatici è un azzardo che non farei su programmi seri... Potrei prendere come esempio il Visual C# che quando usi i tools grafici istanzia e connette tutti gli elementi di una gui in un unico metodo, qualcosa di osceno se pensi alla programmazione OOP basata sul riutilizzo ed estensione di classi per composizione ed ereditarietà...


...questo dovuto anche al problema che nella programmazione Amiga non e' possibile separare la programmazione della GUI dal programma stesso come in sistemi piu' moderni come confermato da Shinkuro in altri ambiti in quest'altro thread:

Su Amiga non esiste un set di API completo OOP, esiste solo per le GUI.
L'autore di Frying Pan per rendersi la vita meno faticosa ed avere la
possibilità più rapida di portare il suo software da un Amiga and un
altro ha creato questo:
http://sourceforge.net/projects/amiga-generic/


Il codice sopra ritengo sia interessante ma, siccome e' rilasciato sotto GPL 2 non ho idea se ci siano dei problemi ad usarlo all'interno di AROS, forse per delle applicazioni a se stante va bene...
Non e' possibile pero' scindere il discorso dello sviluppo di GUI dai problemi di usabilita', notoriamente croce dei progetti open source; alcuni studi e considerazioni recenti qui e qui ci fanno capire come il problema sia certe volte della natura stessa open source di provenienza dei progetti (soprattutto nel campo linux, visto che i rapporti puntano principalmente a quel sistema operativo), e i programmatori stessi che non hanno le abilita', tutt'altro che scontate, di costruire interfacce usabili, ma non completamente per loro colpa: l'usabilita' non e' un paradigma universale, bensi' profondamente soggettivi, ovvero quiel che e' usabile per uno sviluppatore e' molto meno usabile per un utente comune, cosi' come quel che e' usabile per un grafico non lo e' per un programmtore e cosi' via, e non solo: di solito nel mondo closed l'usabilita' e' solitamente regolata da linee guida sull'interfaccia - cosa raggiunta recentemente da GNOME e KDE e proposta da Shinkuro nella mailing list di AROS ma finora limitata alle linee guida del veccio os3.1 e non completamente applicata - e migliorata con l'ausilio di tests su soggetti e di feedback da sviluppatori, e queste cose costano soldi, a meno di non ricorrere a un servizio open source come possa essere un openusability.org.

Poi aggiungete che molte volte il tipico programmatore geek e' non persona con le migliori doti sociali e la filosofia hacker su cui si e' formato per primo l'open source e', volente o nolente, elitistica, in cui il rito iniziatorio e' quello di capire il sistema operativo e il programma che si usa a livello sorgente si' che si passa dall'inferiore "luser" utente al superiore "l337" sviluppatore e si comincia a capire come mai ancor oggi linux abbia l'1% sul desktop:il buon linux haters blog trova fertile terreno in queste cose e in altre tipiche magagne del mondo linux, e quest'altro articolo mostra come anche la ivi dichiarata "mancanza di rispetto per l'utente finale" in fondo non sia cosa ignota anche a noi amighisti: il conflitto di ego, il reinventare la ruota ogni volta e, come detto da diversi su veri forum amighisti "la malsana abitudine di lasciare il campo giochi portandosi via i giochi con se", ovvero, quando per qualche motivo (buono o meno, vedi poseidon o MUI) lo sviluppo del software si interrompe, invece che metter nel pubblico dominio o in open source i sorgenti, l'accesso agli stessi e alle risorse prima disponibili viene interdetto e il software lasciato morire senza speranza.

Penso di fare cosa gradita agli sviluppatori che ne volessero fare opera di postare questo breve vademecum sul design di software usabile apparso su joelonsoftware.com, che non e' da considerarsi opera unica ma un semplice punto di partenza per un migliore metodo di sviluppo delle applicazioni.

Ho badato tre giorni  a scrivere questo articolo e ne postero' una versione in inglese nel blog in lingua inglese appena avro' il tempo di tradurlo.
17 luglio 2008
Tecnologie: AROS: Linux: mi sa che non ho capito un c..o dell'open source?
EDIT: di KDE 4 e di come gli utenti reagiscano come consumatori si parla anche qui.


I recenti interventi sul gruppo it.comp.os.amiga qui, per quanto legate alla prossima uscita di Amiga os 4.1 e le recenti polemiche che appaiono su linux hater blog qui e su linux.com qui, mi fanno considerare come abbia preso grandi cantonate sulle ragioni che portano il movimento open source: Ho sempre pensato che ci fossero motivazioni sociali come necessita' di strumenti informatici per chi non puo' permettersi un sistema operativo o degli applicativi di marca, per supporto a organizzazioni umanitarie e strumentazione didattica e di startup per paesi emergenti, oltre che lo scindere l'IT da quelli che sono i legami con l'industria tradizionale del software e dei sistemi operativi commerciali, la condivisione delle conoscenze e l'apertura di algoritmi e librerie fruibili a tutti per qualsivoglia scopo, senza dover trovarsi o a abbandonare il progetto o a dover pagare costose royalties in algoritmi altrimenti ripetibilissimi.

Forse sono troppo ingenuo, forse sono troppo idealista: certo che essere disillusi alle soglie dei 40 anni e' molto piu' cocente di quanto accade in gioventu'.

E capisco anche l'astio di linux hater e la frustrazione degli sviluppatori piu' nuovi di Linux o AROS, per parlare di un progetto a cui e' noto sono emotivamente legato.

Leggere qui come stia portando avanti da solo lentemente lo status report del completamento delle librerie senza l'aiuto e il feedback di molti degli altri sviluppatori, cosa che potrebbe accelerarne l'andamento, e' in parte scoraggiante.

E anche leggere in molti degli interventi di Linux Hater come alcuni dei cardini della filosofia open source si stiano rivelando controproducenti al fine stesso della filosofia FOSS: il fatto stranoto dei package managers, GNOME KDE XFCE e altri desktops, le beghe dei sound managers, il reinventare la ruota, la scusa di dover leggere i sorgenti invece di documentare adeguatamente, il come il FOSS sia attualmente penalizzato dalle lotte di potere interne, l'ego dei programmatori di cui ho gia' parlato qui e tante altre cose.

Nello stesso thread Alessandro Pellizzari dice che se si vuole raggiungere lo scopo di avere un AROS funzionante bisogna trovare un "leader spirituale che dia le direzioni per il progetto": si, poi chi non e' d'accordo forka, e gia' che gli sviluppatori sono pochi, non e' cosa buona.

Lasciando da parte AROS, ho gia' sostenuto come il mio punto di vista sia che, quando un progetto raggiunge una "massa critica" di utenti, gli sviluppatori dovrebbero avere il buon senso di sentirsi moralmente tenuti ad ascoltare le ragioni dei loro utenti o comunque di tenerle maggiormente in considerazione.

Leggendo i casini successi con KDE 4, sembra proprio che questo non sia accaduto: certe distirbuzioni hanno inserito KDE 4 come feature standard nonostante la dichiarata (ma sembra non troppo) provvisorieta' della release e gli utenti ne sono rimasti frustrati per le limitazioni delle feature non finite.

E' pero' comico leggere su linux.com qui di come il fatto che gli utenti si comportino come consumatori sia ritenuto sbagliato da chi sostiene la comunita' FOSS. Ma un utente e' un consumatore, consuma un bene, anche se non venduto, e puo' dare un feedback, anzi: se vuole partecipare alla filosofia open source di base direi che deve.

Questo doppiopesismo ricorda molto la sinistra italiana; a prima vista ci sono molti paralleli tra il FOSS e le filosofie socialiste e comuniste cosi' come tra certi comportamenti del FOSS e il proselitismo delle religioni, tra peccato e FUD, capitalisti e Microsoft: il come serva un nemico e un'ideologia per portare avanti la causa.

Io mi sono sempre tenuto fuori dalle diatribe politiche, sono una persona pratica cresciuta in una casa con madre di destra e padre comunista ma nessuno dei due mi ha cercato di spingere verso l'una o l'altra parte: ho personalmente valutato pro e contro dei reciproci punti di vista e, pur avendo alcune influenze di base, non scelgo direttamente una parte o l'altra ma piuttosto pratico i punti dell'una o dell'altra o di terze parti che condivido.

E anche per il software open source seguo la stessa filosofia: l'approccio seguto da AROS con la sua APL mi risulta piu' compatibile con il mio modo di pensare, cosi' come la stessa interfaccia di AROS e degli Amiga os: si possono manovrare sia con la GUI che senza e molto piu' facilmente di un windows o di un linux.

Ma sto uscendo fuori tema.

Sempre qui avevo citato l'articolo di Product Beautiful che parla di product management: un progetto opensource che lo voglia o meno e' un prodotto, ma un tipo speciale di prodotto: e' un  po' come l'hamburger custom di Wendy's: diamo una base e il cliente chiede espansioni o magari aggiunge cose di sue; quindi ne appende la ricetta in bacheca in modo che anche altri la possono provare o variare. E la cucina e' a vista e aperta a tutti per smanettare, col cuoco attorno in modo che i clienti non possono fare troppi danni.

Almeno in potenza.

Se vogliamo portare avanti la metafora, capita che certe volte il cuoco e' un maniaco della pulizia o non sa accettare le critiche o ha un suo modo di disporre le coltellerie e gli utensili o che d'un tratto decida che le ricette degli utenti non sono accettabili secondo i suoi criteri: il caso di pidgin.

E ancora una volta non posso far a meno di coprire il mio capo di cenere, dicendo che anche io nel mio piccolo ho sofferto di questi complessi di ego, e ne soffro tuttora: ammetto che uno dei motivi della mia contribuzione e' che mi piace che si parli bene di me, e mi piace farlo facendo cose buone per gli altri.

Poi che io sia una di quelle persone che se fa una cosa sente dei doveri morali verso gli utenti, al di la' del puro piacere, penso sia solo cosa buona. E onestamente penso dovrebbe essere uno dei reali motori dell'open source: il fare qualcosa di utile per gli altri, un modo di far diventare il mondo un posto in qualche modo migliore. Non certi giochetti di politica, le fazioni, gli ego offesi, ecc. ecc.

Anche perche' il FOSS, come altre ideologie, funziona bene sulla carta ma quando poi si porta in pratica si scontra con il fattore umano ed emotivo. Non tenerlo in conto significa negare l'esistenza di un fattore determinante.
E' esattamente cosa sta succedendo in KDE, Pidgin e in parte anche in AROS, e la rigidita' nel rispondere e nel tenere le posizioni ad oltranza non penso sia cosa buona. Se IMHO i progettisti hanno un minimo di senso etico dovrebbero accantonare gli ego, le posizioni intransigenti, le regole auree e focalizzarsi nel raggiungere una delle pietre miliari del percorso, in modo che sia un nuovo punto di partenza per cosa fare in futuro.

40 anni e ancora credo nelle favole e nel fatto che la gente possa fare la sceltapiu' ovvia e pratica, mah, mi sa che sono incurabile:(
TECNOLOGIE
9 luglio 2008
Tecnologie: AROS: REACTOS: Fattore Pidgin e Product Management
Immagine da Product Beautiful

A meno che qualcun'altro dei partecipanti sul cannocchiale non mi spiega come recuperare i miei articoli vecchi NON pubblicati (in attesa di tempo,ispirazione,ulteriore documentazione,ecc.), mi vedo costretto a ricominciare a scrivere questo articolo da capo, con i dovuti aggiornamenti.

Prima di tutto, vedro' di presentare il causus belli: Bug report su Pidgin , commento su Product Beautiful e ulteriore articolo su Product Beautiful a tal proposito.

La vicenda e' sicuramente nota a chi segue il progresso del software open source: da gennaio gli utenti di Pidgin si lamentano di una nuova feature che introduce il ridimensionamento automatico dell'area di testo; gli sviluppatori hanno risposto che la feature e' introdotta da loro in quanto a loro piace e non hanno intenzione di tornare indietro. La discussione e' stata serrata anche se formalmente educata ma ha portato a un sollevamento popolare contro la decisione degli sviluppatori, alla chiusura del report con il prefisso "wont_fix" ed alla creazione di un fork, funpidgin.

Tra gli interventi, quello di un utente, Dan Livingston, insegnante di "Collaborazione nel mondo Open Source" in un college americano, il quale commenta abbastanza duramente il comportamento degli sviluppatori.

Questa e' la traduzione del post di Dan Livingston, abbastanza fedele nei concetti espressi, dal Bug tracker di Pidgin:


"Io insegno "Collaborazione nel mondo Open Source" in un college locale. Stavo cercando, e ho avuto la fortuna di trovarlo in questo bug ticket, un perfetto esempio di come la comunicazione tra sviluppatori open source e utenti viene a mancare in molteplici punti fondamentali.

Ovviamente, le ragioni degli sviluppatori open source sono varie; qualcuno lo fa per diletto, altri lo fanno per la gioia di contribuire con la loro opera a fare un mondo migliore. Il problema sorge quando le ragioni degli sviluppatori vanno in conflitto conm le aspettative degli utenti finali.

Considerate un qualsiasi progetto open source di successo: gli utenti sono sedotti dalla possibilita' di svolgere le loro attivita' in modi non immaginabili prima. Una forte dedizione prende piede e come risultato porta a una base di fan evangelizzatori che ne tessono le lodi. ben presto diventa ovvio il perche' gli utenti non vogliano pensare ad alternative non-open al loro software preferito.

E cosa succede quando alcune di queste nuove potenzialita' vengono all'improvviso tolte? Cosa succede quando gli sviluppatori decidono di imporre i loro personali "dogma" al progetto? Anche una futilita' come il resize della finestra di chat porta a esprimere dissenso empaticamente.

E' facile comprendere come gli sviluppatori open source siano portati a costruire visioni dogmatiche: qualcuno di loro si industria sui limiti teorici che portano un design alla "purezza", sviluppando una repulsione per tutto quel che non rientra in tali termini. Altri diventano ossessionati dai puri dettagli metrici come la quantita' si codice usato per la manutenzione misurato in numero di linee, anche se poi si preoccupano spesso delle features, e il numero di linee di codice usato influisce solo all '1% sulla complessita' totale dell'applicazione. Altri sviluppatori, ancora, si fissano silla cosiddetta "semplicita' definitiva per l'utente", percependo che due opzioni siano meglio di cinque piu' dettagliate. La visone dogmatica piu' pericolosa e' quella che si puo' riscontrare qui: la "God Feature", ovvero "Una soluzione tecnologica che incontra ogni possibile variazione della feature desiderata dall'utente".

Il fascino iniziale del software open source e' quello secondo cui i bisogni degli utenti possano essere espressi da software di qualita' adeguata. Come i fatti sin qui narrati hanno dimostrato, fino all'arrivo di Pidgin 2.4 gli utenti piu' entusiasti ne hanno tessuto le lodi. Ma, quando gli sviluppatori hanno tolto una feature, presumibilmente nel tentativo di implementarne una "versione migliore", ma questa "versione migliore" risulta essere un netto passo indietro rispetto alle funzionalita' fin qui disponibili.

"Ecco come un software di Messaggistica dovrebbe essere","Il nostro design e' migliore","noi consideriamo solo un design 'puro' il quale implementa le vecchie funzionalita' con un nuovo paradigma che supporta anche quelle nuove", "Aggiungere un altro checkbox e' deleterio per l'interfaccia utente","Tenere due comportamenti diversi per l'interfaccia di scrittura sarebbe ingestibile","non ha senso per noi non propagare il nostro nuovo gadget fighetto"...

Questi sono tutte affermazioni che, se fatte in un ambito aziendale, porterebbero gli sviluppatori a licenziamento sicuro. Tenete nota sviluppatori: state dando un disservizio alla comunita' che pretendete di rappresentare, e lo state facendo con l'illusione di essere "nel giusto" in quanto convinti dalle vostre stesse giustificazioni.

Non importa che siate degli sviluppatori open source con l'autonomia di ignorare la vostra base utente. Non importa  che un plug-in "potrebbe" essere sviluppato per risolvere il problema. Non importa che voi sentiate che la vostra soluzione di default sia superiore. Non importa neanche che voi vogliate solo considerare soluzioni che possano essere implementate solo attraverso il nuovo framework. Non importa nemmeno che i vostri utenti abbandonino il vostro progetto se non ne condividono i progressi e tanto meno che 11mila persone scaricano i sorgenti del progetto e solo 11 se ne lamentano. Per ognuna di queste motivazioni ci sono validi motivi per respingerla.

Quindi, solo 270 si lamentano di questa feature su 11mila downloads? Quanta gente ha immediatamente rimosso il programma quando si sono accorti che non aveva piu' le semplici funzionalita' che GAIM ed altri instant messengers hanno? Quanti non sanno che stanno usando un programma che si e' irrigidito rispetto alla sua vecchia flessibilita'? Quanti usano il software oggi, ma lo cambieranno con il vecchio GAIM domani quando verrranno a sapere dai loro amici come e' piu' facile ridimensionare la finestra di input messaggio in GAIM?

Il fatto e' che scrivere testo in un programma di instant messenging e' LA piu' importante e critica funzionalita' di un programma di tal genere. Gli utenti hanno vari bisogni, che non possono essere soddisfatti dalla vostra "soluzione unica per tutto" che incorpora "nouvi algoritmi" che dimostrano quanto siate bravi. State ignorando la base degli utenti convinti con una dedizione alle vostre convinzioni che e' pericolosamente evidente anche al meno zeloto dei vostri adepti, e a causa di cio', state dimostrando di non essere piu' degni di soddisfare i bisogni dei vostri utenti.

Spero per tutti che ritroviate la giusta strada."


E questa e' l'ipotetica polemica risposta che Dan dice gli utenti dovrebbero vedersi ricevere dal team di sviluppo:

"Cari utenti,

State senza dubbio leggendo questa pagina perche' volete sapere come ridimensionare manualmente l'area di input testo in Pidgin. E' una feature a cui vi siete certamente abituati e che vi risulta confortevole ma, per favore prendete nota, e' una feature che non supportiamo piu'.

Abbiamo ricevuto molti reclami da una sparuta minoranza della base di utenti che persiste nel voler far sentire il loro disaccordo sull'argomento. Non fatevi influenzare: sono solo una piccolissima percentuale degli utenti di Pidgin e, se ignorati, se ne andranno a disturbare qualche altro porogetto open source.

Nondimeno, sentiamo molto importante rammentare la nostra posizione: non "aggiusteremo" la feature. Infatti, tenete presente che lo status di questo "bug ticket" e' "wontfix" Quindi, per favore, fate entrare questo per bene nelle vostre teste e levatevi dalle scatole, ok?

Noi siamo gli sviluppatori di questo software e noi sviluppiamo Pidgin in modo che possa soddisfare i nostri stessi bisogni e necessita'. Se volete unirvi a noi in questo, va bene. Solo non criticate. Per favore, se abbiamo fatto una feature in un certo modo e' perche' LA VOGLIAMO NOI IN QUEL MODO. E' cosi' difficile da capire? I nostri capi ci dicono tutto il giorno cosa dobbiamo fare. Le nostre mogli ci dicono tutto il giorno cosa dobbiamo fare (sic! ndT) Voi NON ci direte cosa dobbiamo fare.

Qualcuno dice che, come sviluppatori del migior clien di instant messenging open source, abbiamo la "responsabilita'" di servire come custodi e guardiani del nostro prezioso incarico, sostenendolo in un cittadino e membro modello della comunita' open source. Sono Stupidaggini. L'ultima volta che abbiamo controllato, non ci siamo offerti volontari per far le badanti: ci siamo offeti volontiari per scrivere software che NOI STESSI vogliamo usare.

Quindi per favore, tenetevi le vostre idee e andatevene da un altra parte. Se volete un team di sviluppo che risponda ai desideri della loro base utenti, nella speranza che ne venga fuori un software di qualita' internazionale usato da milioni di persone, allora iniziate il vostro proporio progetto open source. Non e' difficile, e' gratis, tutto quello che dovete fare e' dedicarvici il vostro tempo libero, come noi lo dedichiamo al nostro progetto.

Il team di sviluppo sarebbe molto lieto di offrire una soluzione che incontra sia i nostri stessi bisogni sia  quelli della base utenti. Pero' non riusciamo a capire i vostri bisogni: voi parlate in un arcano dialetto con forte accento straniero biscicato e balbettato che nessuno riesce a decifrare. "A me piace in quel modo!" Quella non e' una risposta adeguata! Voi dovreste elencare gli aspetti e le metriche delle vostre preferenze e desideri in una maniera a noi intelligibile cosicche' possiamo evalutarle e quindi assimilarle nella nostra raccolta di feature. Noi non possiamo attualmente assimilare nessuna delle vostre stupide ragioni per avere una area input messaggi ridimensionabile. E, come stupida intendiamo "nessuna delle soluzioni che non coincide con lo schema della nostra area di input testo ridimensionabile intelligente".

quindi , per chiarire, noi non ascolteremo ai vostri suggerimenti a meno che i vostri suggerimenti non abbiano senso per noi. Se non vi va bene, internet e' piena di altri modi in cui potete occupare il vostro tempo.

Distinti saluti,
il Team di sviluppo di Pidgin"

Cavolo! anche io quando sviluppo la mia roba avrei certe volte la fortissima  tentazione di rispondere cosi' ma, forse perche' se lo facessi mi troverei senza una lira e senza modo di pagare le bollette, mi tocca ingoiare il rospo e tirar avanti.

Comunque, venendo al sodo, ho tirato fuori la polemica su Pidgin in quanto di recente alcuni atteggiamenti del team di ReactOS sul forum, specialmente prima della release della v. 0.3.5.

Capisco e mi e' stato ribadito centinaia di volte che AROS e ReactOS devono essere definiti piu' sistemi hobbistici che sistemi "per tifentare patroni ti monto", e capisco anche che la filosofia "no schedule and rockin' " di AROS porta difficilmente persone che ne volessero far uso in progetti a fare dei piani, pero' il rovescio della medaglia e' che AROS non e' ancora abbastanza sviluppato in quanto ha un numero ridotto di sviluppatori e, palindromamente, ha un numero ridotto di sviluppatori in quanto non e' ancora adeguatamente sviluppato.

La filosofia dell'open source, al di la di quel che dicono gli evangelisti FOSS, non richiede una collaborazione attiva a livello "contribuisci codice o levati dalle scatole": una comunita' open come detto implicitamente sopra dal buon Dan Livingston prevede collaborazione anche nella attivita' stessa della comunita': richiesta di feature, bug report, propaganda, temi grafici, etc.

Ad esempio io sento di contribuire scrivendo di AROS sul mio blog, in futuro spero anche di contribuire in maniera piu' attiva, tempo lavoro e moglie permettendo.

E anche una comunita' open souce volente o nolente effettua marketing inteso come presentazione volta alla diffuzione di un prodotto: lo fa in maniera principalmente virale ovvero spargendo la voce, commentando,etc.

E chiaramente avere un miglior profilo da vendere o da presentare aiuta la comunita' nella diffusione del prodotto.

E la diffusione del prodotto attira sia utenti finali che potenziali sviluppatori.

AROS, sia per le sue apparizioni mediatiche in italia e fuori con VmwAROS, sia per le attivita' propagandistiche degli utenti e della comunita' Amiga superstite, che ne beneficia anche attraverso AfAos (AROS for Amiga OS, un progetto che porta a sostituire librerie amiga con le piu' recenti librerie AROS) , sta attualmente guadagnando utenti e sviluppatori, ma non e' ancora abbastanza.

Una migliore presentazione del progetto, lo sviluppo della documentazione -che comincia ad apparire ma si appoggia ancora troppo a quella Amiga preesistente, dal cui anche il problema con il Guru Book- magari l'apparizione di tutorials testuali e video per spiegarne l'utilizzo e infine l'apparizione di applicativi e drivers (legata pero' al comma 22 di cui sopra) porterebbero AROS ed altri sistemi alternativi ad essere molto piu' diffusi e sviluppati di quello che sono adesso.

Inoltre e' mia opinione che una volta che un progetto raggiunge una certa "massa" di utenti, l'approccio hobbistico e edonistico alla programmazione del team di sviluppo che lo ha originato non puo' piu' esserne il motivo trainante e la sola ragione di esistere di esso: dal fatto che molti utenti si appoggiano e magari svolgono attivita' critiche con esso il team acquisisce il dovere morale, se non sociale di ascoltare i loro clienti. Poi se magari vogliono modificare le cose ne possono subappaltare il mantenimento e farne una versione "director's cut" a parte; se la nuova versione acquisisce adeguato consenso possono farla confluire di nuovo nel flusso principale e cosi' via, ma non possono piu' decidere vita morte e miracoli del loro progetto tutto da soli: il progetto appartiene ANCHE alla comunita' se la comunita' lo ha adottato e lo ama.

Product Beautiful parla appunto del Product Management nella comunita' open source e di come sia sbagliato pensare che il product Management sia materia solo di attivita' commerciale; provocatoriamente ipotizza che i progetti su sourceforge appongano un bollino (all'inizio dell'articolo) in cui si dichiara se lo scopo del progetto e' principalmente verso la comunita' o verso gli sviluppatori stessi, allo scopo di evitare figuracce come quella di pidgin verso i propri utenti.

Sarei contento di sentire anche altri pareri a proposito, comunque: ttranne sparutissimi casi mi pare di predicare al deserto.
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