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TECNOLOGIE
13 settembre 2009
Diario: Tecnologie: AROS: Il re e' nudo, e sta per essere investito da un Bus...
Avviso: In questo momento una situazione MOLTO difficile nella mia vita reale mi costringe a trascurare il blog e la traduzione dell'articolo in inglese- spero di risolvere al piu' presto possibile.

Per la prima volta questo articolo e' uscito prima in inglese poi in italiano, anche a causa del fatto che siccome viene anche postato in Arosworld.net ed e' diverso tempo che non scrivo, ho dato priorita' all'audience internazionale.

Proma di tutto abbiamo dei nuovi port:ing: Fishy_fis ha recentemente portato Dosbox sotto AROS: nonostante alcuni problemi con dei tasti speciali della tastiera, funziona decentemente e permette di usare vecchi giochi e programmi per DOS e, seppur non perfettamente, Windows 3.1. Paolo Besser nel suo blog ha mostrato come fosse in grado di far girare il vecchio Word 2.0 per Windows correttamente in Dosbox.
Mi permetto di precisare come, nonostante abbiamo Dosbox e J-UAE, questa non sia una giustificazione per non portare o scrivere nuovi programmi: naturalmente AROS funziona in hardware molto piu' potente dei vecchi Amiga o delle macchine DOS e programmi che ne sfruttino le potenzialita' non sono solo benvenuti ma anche desiderati; inoltre scrivere applicazioni per AROS permette, con uno sforzo ridotto, di adattarle facilmente per gli altri sistemi Amiga-like e renderle accessibili a una quantita' almeno tripla (approssimativamente) di utenti.

Inoltre da quando un po' di tempo fa, ho provato a creare il mio pannello di controllo network in amilua, sembra che anche altre persone abbiano scoperto la flessibilita' di zulu e alcune piccole utilities scritte in amilua cominciano ad apparire.

Ad esempio Yannick "Yannickescu" Erb ha recentemente scritto WHD Menu, un loader alternativo per giochi sotto WHDload che si interfaccia con Janus-UAE. Non avendo ancora installato e configurato J-UAE non ho esperienze dirette di come funziona l'utility ma le schermate paiono promettere abbastanza bene: la GUI include schermate del gioco (prese o dai dati della newicon o da una apposita directory "screenshots"), la lista dei giochi, un sommario testuale e una interfaccia custom per fare le configurazioni per ogni gioco. Al di la di alcune pecche (un discreto livello di configurazione "a mano" e' necessario sia dal lato AROS che nella macchina virtuale, visti i parametri dell'installazione di WHDload) e delle solite limitazioni di zulu (tra cui quella ben nota di non essere in grado di aggiornare liste - la finestra deve essere ridisegnata), l'applicazione pare comportarsi bene ed e' stata disegnata con una certa cura per i dettagli, mostrando il potenziale di amilua. Spero veramente che Mazze trovi il tempo di includere callback hooks e anche di includere una integrazione con Cairo (esiste un binding per lua ma non e' stato portato sotto AROS) inmodo di avere un kit di sviluppo per principianti e per chi ha bisogno di sviluppare applicazioni rapidamente.

Un paio di settimana fa, lo stack USB Poseidon e' stato posto in "collaudo" ufficialmente, invitando gli utenti a postare i logs di sistema per aggiustare eventuali problemi dell'ultima ora.
Io ho testato l'immagine speciale approntata da Paolo Besser su entrambi i miei portatili: quello vecchio, un ASUS a1300 con p3/900 ,384 mega di ram e venti giga di hard disk,  e quello nuovo: un Dell Vostro con processore AMD Sempron, 1,5 giga di ram e 160 giga di Hard disk.

Nel vecchio laptop, purtroppo, i risultati sono stati deludenti: Poseidon non ha riconosciuto il mio USB OHCI hub e, quindi, nessuna delle periferiche che ho provato ad inserire (Platon ha definito lo stack del mio laptop "vecchio e buggato": il solito c..o:P); invece nel mio Dell Vostro 1000 quasi tutte le chiavette sono state riconosciute (al di la di una vecchia chiavetta Staples a 64 megabytes divisa in due partizioni).So che un bug report e' stato gia' inoltrato per il controller SIS USB e ho saputo che Neil Cafferkey, avendo lo stesso controller, ci sta dando un occhiata per vedere se c'e' modo di farlo funzionare.

Come si comporta Poseidon, per i non amighisti? Si comporta un po' come il device managfer di Windows xp ma con piu' parametri: quando si inserisce una periferica per la prima volta, un requester appare e, se non e' stato fatto precedentemente, chiede quale device name usare per la periferica stessa da DOS ed altri parametri: per un utente amighista questo e' cosa normale,visto che Amiga OS non supporta nativamente USB in os 3.x; per un utente windows o amighista di ritorno, come me, puo' sembrare un po' criptico ma ci si fa l'abitudine. In Poseidon la filosofia non e' esattamente "plug-and-play", bensi' "plug-configure-once-and-play", un approccio che per certi amighisti pare essere molto piu' naturale.

Ho comunque da fare dei commenti non proprio positivi alla documentazione: prima di tutto la docuimentazione di Poseidon, in formato AmigaGuide non e' disponibile insieme allo stack ma, per ottenerla, bisogna scaricare la versione Amiga o quella MorphOS e prenderla da li [EDIT: siccome questo articolo e' vecchio e nel frattempo il sorgente di Poseidon e' stato rilasciato in licenza APL non ho idea se ora la documentazione e' compresa o meno]: essendo in formato AmigaGuide, l'utilizzo di Autodoc Reader per leggerla e' pressoche' obbligatorio; secondo, il target della documentazione pare indubbiamente essere un utente amiga smaliziato che conosce discretamente il funzionamento dell'OS e della macchina - cosa che, visto che quando Poseidon venne rilasciato solo gli utenti della linea dura usavano amiga e MOS, aveva senso al momento - ma, siccome il target di AROS e' decisamente piu' vasto, avrebbe un senso riscrivere la documentazione per utenti meno avvezzi a come le cose funzionano nel mono amighista spiegando cosa succede e cosa fare in maniera piu' semplice.

Per illustrare meglio cosa intendo faro' qui un esempio realmente accaduto: un mio amico si era procurato una chiavetta ethernet USB dotata del chipset dm9601 - dichiarata da Platon compatibile nella documentazione di Poseidon. Al di la del fatto che la chiavetta non veniva riconosciuta in maniera corretta siccome l'ultima versione id essa non era riconosciuta dalla versione di test (cosa aggiustata in un secondo momento), non era chiaro come avremmo dovuto configurare il computer per poterci andare online.

Cecando di farsi spazio attraverso la docuimentazione e ottenendo informazioni da platon a spizzichi e bocconi via IRC, e' venuto fuori che il file.device che guida la periferica (e che deve essere puntato allo stack TCP/IP) viene caricato in memoria - nota bene: non in un file .device visibile e puntabile in ram disk, ma in MEMORIA - quindi in breve si dovrebbe indicare il nome del file .device (indicato dentro la guida) o come periferica cui puntare o dentro il file di configurazione interfaces in ENVARC:AROSTCP/db/ oppure, se si usa il pannello di controllo Network, creare un falso file .device - come un file vuoto di testo - chiamarlo con il nome dm9601eth.device (nel nostro caso) e salvarlo dentro DEVS:networks/ per poi farlo puntare dal pannello di controllo.

Come si puo' vedere questo e' un singolare modo tipico di Amiga OS per gestire alcune periferiche e persone che non sono avvezze ai modi amighisti di lavorare possono perdersi facilmente; ancora una volta ribadisco che siccome AROS, volente o nolente punta a diventare una porta di ingresso per nuove leve verso il mondo Amiga, e' mia personale opinione che la guida di Poseidon dovrebbe prima di tutto essere fornita insieme ad AROS e, possibilmente, essere anche riscritta in modo da essere piu' comprensiva verso persone nuove al sistema e al suo modo di lavorare.

Ma, tornando ai miglioramenti ottenuti, tra i requisiti della bounty c'era quello di permettere ad AROS di bootare da una chiavetta usb; il 4 agosto nella mailing list degli sviluppatori Chris Hodges annuncia:

Poseidon e' ora disponibile al boot usando il parametro kernel "enableusb" da GRUB.
Ma, siccome il fat.handler e il filesystem cd non sono disponibili dentro il kernel, fare il boot da una chiavetta in formato FAT o da CD-ROM non e' ancora possibile. Invece il boot da una chiavetta formattata SFS o AFS dovrebbe funzonare ma non l'ho testato.

Michal ha corretto Chris  ricordandogli che il filesystem CD e' disponibile dentro il kernel sin dai tempi della sua implementazione base dello stack OHCI, ma al di la' di questo ci si trova in una situazione dove AROS "potrebbe" bootare da chiavetta USB ma la chiavetta non e' riconosciuta da HDToolbox. Fortunatamente pero' l'utility installAROS puo' essere diretta a vedere la chiavetta nello stesso modo in cui lo stack TCP viene diretto a usare la scheda di rete USB, ovvero scrivendo "a mano" il nome della device nel campo di testo "device" se l'opzione "wipe disk" e' selezionata - NOTA: Non ho provato questo siccome non ho schiavette extra su cui sperimentare quindi per favore non provate ad usare questa opzione: non so se si comportera' come previsto o se cancellera' invece il disco principale; fatelo solo se - come al solito - sapete cosa state facendo e avete un back-up dei dati.

A meta' agosto Paolo Besser ha rilasciato la versione 1.1.3 di Icaros Desktop [Nota: siamo gia' alla 1.1.5 ma questo lo diro' nel prossimo articolo]. Come immaginabile, la piu' importante feature aggiunta e' l'inclusione dello stack Poseidon ma vorrei anche aggiungere altri piccoli contributi come la guida rapida di OWB scritta da Nikos, la solita nuova build di files di sistema (dallo snapshot del 31 luglio) e l'inclusione dell'applicazione LiveUpdater nella distribuzione.

A causa di cio' mi sono deciso a rimpiazzare la mia macchina virtuale QEMU con la nuova distribuzione, non senza qualche problemino. Prima di tutto oh scoperto che lanciando il nuovo .bat file da una cartella diversa faceva chiudere QEMU indipendentemente dalla scelta che facevo nel GRUB, quindi ho deciso di muovere il nuovo drive virtuale nella stessa cartella e messo il nome del nuovo drive nel file .bat: questo ha fatto funzionare la macchina virtuale ma, se con schermo pieno scelgo l'opzione "best fit" da GRUB, qemu si chiude di nuovo (se lo faccio con modo finestra ottengo una finestra stesse dimensioni dello schermo); siccome il mio schermo e' 1280x800, uno dei famigerati 16:9, la risoluzione impostata 1024x768 mi e' un poco scomoda se lavoro in finestra e questo mi ha portato ad editare il file boot/grub/grub.cfg per aggiungere due modi 800x600, uno a 16 e uno a 32 bit, e questo mi ha fatto scoprire un nuovo fastidioso bug dell'editor [Nota: al momento in cui scrivo pare che il colpevole sia stato individuato in exec stesso e il bug pare esser risolto, ma faro' sapere di piu' in seguito... ]: cancellare qualcosa in mezzo a una linea di testo ha la spiacevole conseguenza di riempire il resto della  linea con il primo carattere a destra del cursore sovrascrivendo il contenuto legittimo; mi sono dovuto arrangiare premendo return davanti ad ogni modifica che andavo a fare per ridurre i danni; spero che questo bug sia risolto presto in quanto il fatto che l'editor principale di AROS non funziona e' piuttosto fastidioso.


Il nuovo bug dell'editor

Un altra cosa che ho voluto provare era se potevo usare poseidon con Icaros in QEMU; per fare questo ho cercato dei tutorial di QEMU in rete ed ho trovato questa pagina wiki della distro Slackware Linux dove viene spiegato come montare periferiche USB in QEMU; non esattamente una passeggiata nel parco ma neanche troppo complicato:

prima di tutto e' necessario entrare nella modalita' linea di comando di QEMU con la combinazione di tasti CTRL+ALT+2; quindi nel prompt inserire il seguente comando:

usb_add host [vendor_ID]:[product_ID]

e tornare di nuovo nello schermo principale con la combinazione di tasti CTRL+ALT+1.
Per ottenere i due codici vendor_id e product_id, siccome windows non ha un comando lsusb come linux, ho trovato un interessante freeware chiamato USBDevView, che mi mostra tutte le periferiche USB connesse al sistema e relativi dati e parametri.



L'utility USBDevView e, nel riquadro rosso, i parametri Vendor_ID e Product_ID richiesti per montare periferiche USB sotto QEMU.

Una volta ottenuti i codici ho provato ad aggiungere la mia chiavetta USB (gia' testata e funzionante con hardware reale) nel modo indicato nella wiki ma non ho ottenuto nessun feedback da dentro QEMU. Non so se questo possa esser colpa di Poseidon, di QEMU oppure non ho montaot la periferica nella maniera giusta ma siccome la mia macchina virtuale parte con il parametro -usb incluso, mi aspettavo di essere gia' in grado di montare periferiche quando volevo. Aspetto suggerimenti in merito.

Insieme al completamento dello stack Poseidon, un altra interessante utility sta per essere rilasciata sotto AROS: SCANdal, scritto da Michal "rzokol" Zukowsky e' una interfaccia grafica per Betascan (un port  dei drivers XSANE da linux); questo front-end e' gia' uscito per MorphOS e uscira' presto per Amiga OS 4; la versione AROS ha avuto qualche problema dovuto ai soliti bug Zune ma e' gia' disponibile: unico problema non ci sono drivers per AROS, siccome betascan era stato scritto in parte in SAS C e in parte in assembler 68k; sotto MorphOS supporta solo Umax scanner SCSI e Rzokol sta scrivendo drivers USB per Epson e HP, grazie al port di Poseidon, ma al momento non sono ancora pronti. Speriamo presto.

Un altro programmatore Amiga/AROS, "Steril707" aveva cominciato un po' di tempo fa a fare esperimenti con il port di Cairo fatto da Rob per Traveller e vedere se era in grado di utilizzarlo per progammare delle utilities: il risultato dei suoi sforzi e' al momento quello che lui ha battezzato "Shotofop": un semplice programma per manipolare immagini con pochi essenziali comandi, come ridimensionare, tagliare, ruotare, disegnare con pennello e selezionare parti dell'immagine. questa prima versione e' molto elementare ed usa, per fare esperimenti, la toolbar di Photoshop (naturalmente un set originale di icone dovrebbe sostituirlo al piu' presto); il programma supporta anche layers, pur in numero limitato. Tra i futuri di piani di Steril l'implementazione parziale del formato PSD. Personalmente ho suggerito a Steril alcuni miglioramenti, inclusa l'idea di mettersi in contatto con Rzokol e integrare SCANdal con Shotofop, potrebbe venirci fuori qualcosa di interessante...

Kryzstof "Deadwood" Smiechowicz ha fatto il port della versione 7.5 di MESA sotto forma di MESA.library, portando a termine un lavoro tentato un paio di anni fa da Kalamatee; siccome AROS non ha ancora il supporto hardware per il 3D (supporto delegato alla bounty per Gallium 3D, ancora bassina per essere interessante, quindi donate gente;) ) il rendering e' attualment tutto svolto via software. Recentemente Deadwood ha anche preparato il supporto per GLU e GLUT e un primo supporto per SDL che ha permesso il porting di alcuni giochi, quali Abuse, Block Out 2 e Open Red Alert (che ha ancora qualche problemino). In passato deaswood aveva portato il client di Eternal Lands ed aveva incluso nel port la vecchia versione di MESA di Kalamatee; ora le nuove versioni dovrebbero appoggiarsi alla libreria.

Invece notizie non troppo buone vengono dal fronte della bounty per il Kickstart replacement: sono venuto a sapere via IRC che Greg "Bheron" Casamento si e' rotto una gamba in luglio ed ora, ovviamente, si sta concentrando maggiormente verso la riabilitazione. Da me e dalla comunita' AROS auguri per una pronta guarigione.

Lo scorso luglio Amiga Os 4.1 e' stato recensito su OSNews.com da Thom Holverda. Devo includere il fatto che Thom, giornalista piuttosto noto in OSNews, ha iniziato la sua carriera informatica come utente Mac e BeOS ed e' attualmente un advocate di Haiku-OS; questo significa che la sua esperienza con Amiga e il suo funzionamento interno (come vengono gestite le finestre, come funziona il workbench, le librerie,etc.) e' piuttosto scarsa se non inesistente.

Il risultato e' che questa recensione fornisce un punto di vista "fresco" su Amiga OS e puo' essere comparata all'esperienza di un novizio.

Devo anche aggiungere che alcune delle osservazioni che ha fatto sono secondo me fondate come ad esempio gli schermi spostabili, cosa che mi piacerebbe vedere su AROS, peccato che sia a Kalamatee che a Rob non piacciono...

Quello di cui AmigaOS ha bisogno  e' di un set-up con pochi schermi e l'abilita' di spostare finestre da uno schermo all'altro  [e io aggiungo files e dati - nda].  Attualmente e' possibile configurare le finestre in modo da apparire in un determinato schermo, e mentre questo e' utile per, ad esempio, vecchi giochi Amiga, non e' semplice da gestire per utenti novizi come me. Questa feature ha un ottimo potenziale, comunque e spero che gli sviluppatori AmigaOS la utilizzeranno di piu' in futuro.


Sono conscio del fatto che i sistemi operativi commerciali Amiga-like sono devisamente piu' avanzati di AROS, che testo quasi ogni giorno (basta pensare a cose come puntatore interattivo, iconificazione di programmi e vista dei files come lista, che mancano tutte ancora sotto AROS), ma molti concetti di base rimangono gli stessi, ad esempio il modo in cui i sistemi AmigaOS gestiscono le finestre - come non vengano portate di fronte al clic del mouse - o il bisogno di aggiornare e fare gli snapshot delle finestre del workbench "a mano" per vedere tutti i files: queste sono alcune delle cose che non sono piaciute a Thom; personalmente sull'argomento delle finestre non portate di fronte col clic del mouse mi sento piu' a mio agio con il metodo amighista (chiaramente), ma sento sinceramente la mancanza dell'aggiornamento automatico e dei file e della posizione (AROS supporta l'aggiornamento automatico dei file ma non con FFS), e non sono il solo:

Il file manager inoltre non si aggiorna da solo: e' necessario aggiornare manualmente la vista di una cartella se ci si e' messo qualcosa di nuovo. Ci sono delle soluzioni di terze parti che risolvono questo problema ma preferirei che qualcosa di cosi' elementare fosse parte dell'instalazione di base.

...

Parlando di finestre, Amiga OS pare avere un problema persistente nel mantenere le dimensioni delle finestre - quasi tutte le applicazioni paiono rifiutarsi di mantenere le dimensioni fissate, e questo comincia ad essere decisamente fastidioso dopo alcuni giorni.


Le conclusioni finali di Thom sono buone ma non entusiasmanti, e non e' la prima volta che qualcuno le riporta in rete dalla pubblicazione della recensione:

AmigaOS e' bello ed e' divertente. Per molti di voi sara' un nuovo mondo di tecnologie diverse da esplorare e con cui giofare. E' anche un mondo ben organizzato ed implementato, con un file-system intuitivo, un file layout elastico (e' possibile muovere tutto dovunque, in teoria), interessanti features come gli schermi  spostabili e molte altre cose interessanti. E' anche estremamente configurabile e, se avessi avuto piu' tempo, mi sarebbe piaciuto esplorare piu' in profondita' il sistema per poterlo usare al massimo del potenziale.

Ma purtroppo, codesto divertimento e bellezza costano molto cari, e non sto parlando del costo dell'hardware e del software. Nonostante il belletto posto dagli sviluppatori sul sistema ( in guisa di trasparenze ed altre features estetiche) e' ancora evidente che AmigaOS e' una sorta di reliquia del passato. Il portfolio programmi e' obsoleto e incompleto, manca la memoria protetta e molti pannelli di controllo sono estremamente difficili da capire e da configurare.

AmigaOS 4.1 semplicemente non mi ha fatto entrare. E' come essere invitati da un tuo amico ad una festa dove non conosci nessuno degli invitati. Il tuo amico promette di rimanere al tuo fianco e di farti sentire a tuo agio nel gruppo, ma una volta arrivato, il tuo amico scompare tra la folla e ti lascia in disparte. E il gruppo di persone si conosce l'un l'altro da 30 anni. E si scambiano 30 anni di storie condivise. E non sono realmente interessati in nuove persone: questa e' una rimpatriata, piu' che una festa.

Sento che e' importante ricordare che queste sono le conclusioni di qualcuno che ha iniziato la sua esperienza con l'informatica da un punto diverso dal nostro: questo a dire che molte delle cose e dei modi di approcciarsi alla tecnologia che noi Amighist/mossiani/arosiani di solito diamo per scontato, vengono affrontati con una diversa "forma mentis"; potrei portare un esempio di una persona che impara a guidare una macchina con il cambio automatico e di una invece che impara con il cambio manuale, comparando in questo caso gli amighisti ai guidatori con cambio manuale e Thom al guidatore con cambio automatico.


Come amighista "di ritorno" ed oltretutto non avendo aggiornato il mio sistema dopo la versione 3.1 (il mio 1200 a casa ha il kickstart 3.0 e non ho avuto i soldi ne' il fegato di aggiornarlo), mi sono ritrovato a dover riempire il gap con i sistemi 3.5 e 3.9, che, pu avendo il merito di aver aggiornato la tecnologia delle piattaforme classic, hanno in parte trasformato (in mia opinione) l'elegante e snello os 3.1 in una sorta di blob rappezzato e appesantito. Nonostante cio', il fatto di avere ancora la mentalita' amighista (molto piu' aperta a sperimentazioni e smastricci) mi ha aiutato a comprendere che se fossi stato un novellino e avessi approcciato AROS per la prima volta, o anche morphOS o Amiga os 4.x, probabilmente mi sarebbero apparsi altrettanto criptici che un linux o comunque molto primitivi. E questo ha ispirato il mio commento alla recensione, qui sotto tradotto:

Ammetto che e' difficile per me essere impartiale quando un OS "fratello" e' coinvolto. Thom, come osservatore esterno, ha espresso le sue perplessita' su  Amiga OS 4.1;  questo mi ha portato ancora una volta a concludere come gli Amiga OS moderni, incluso il mio pupillo AROS, sono fatti principalmente  "dagli Amighisti  per gli  Amighisti", parafrasando il noto detto comunemente usato per descrivere Linux.
Quello che intendo e' che, ad esempio, quando  mi sono interessato ad AROS nel 2006 ed ho provato il live CD sul mio computer, la prima cosa che me ne ha fatto infatuare e' stato un feeling  simile a quello che provavo usando l'Amiga OS originale, nel bene e nel male: ci sono dei difetti ma sono "quei" difetti che conosciamo e che un amighista affronta ogni giorno.

Come il discorso del Workbench: non e' mai stato il miglior file manager e no i lo sappiamo: il fido Directory Opus o filemaster sono stati i migliori amici dell'amighista sin dal lontano 1988 e ci hanno aiutato a superare codesti difetti; ancora oggi gli utenti Amiga OS ed AROS usano Dopus per maneggiare decentemente i loro files (che sia il commerciale Magellan sotto Amiga Os o il bacatissimo port open source della versione 4 sotto aros).

Molti dei paradigmi e dei canoni di usabilita' del desktop Amiga appaiono obsoleti a utenti che vengono da altri sistemi operativi mentr invece persone come me, che ci sono abituate, si sentono a proprio agio con le finestre che non si portano avanti cliccandoci sopra, cosa che mi permette di concentrarmi sulla finestra in primo piano e di fare altre operazioni nelle finestre dietro di essa come spostare files mentre leggo un blog, ma cose come questa sono ancora una volta soggettive e risentono della percezione personale e di abitudini consolidate.

Sono personalmente contento che, dopo molti anni di inerzia, le cose si sono rimesse in moto nel mondo Amiga; problema e' che ci sono moltissime cose in cui tocca inseguire per tornare al passo con i tempi; al momento gli Amiga OS sono solamente un mercato di nicchia per pochi aficionados per motivi principalmente hobbistici, e pare che per lungo tempo le cose possono restare allo stesso livello, se i problemi piu' grossi non verranno risolti, anche se ho un buon presentimento per il mercato dei netbook...

Per finire, voglio riassumere la mia opinione personale: se non avete mai usato Amiga OS, volete testarlo ma non avete i soldi necessari per una delle schede, la opzione e' di provare AROS, considerato che e' gratis e che gira su molti vecchi PC (e anche in macchine virtuali); se una volta provato AROS e il modo Amiga di lavorare, pensate di essere pronti ad approfondire, allora potete fare il "salto" e comprare una SAM per AMiga OS o una EFIKA , a seconda dei gusti.

Come potete vedere, appoggio in parte l'opinione di Thom: mi piacerebbe, naturalmente, vedere affrontati e risolti i problemi principali di Amiga OS/MOS/AROS, soprattutto per la parte che riguarda l'usabilita'; ho anche alluso al fatto che al momento le schede che supportano AmigaOS 4 o MorphOS possono essere fuori portata per quegli hobbisti con portafogli semivuoti e ho proposto di nuovo AROS come principale punto di partenza (a costo zero e senza impegno, come dicevano nei vecchi annunci pubblicitari) per conoscere il mondo Amighista, nonostante il suo essere incompleto (sempre meno, per fortuna, ma ancora niente puntatore interattivo,acc!). A tal proposito l'ammodernamento di Wanderer e' stato oggetto di questa discussione in Aros-exec; qualcuno qui aveva anche proposto (ancora) di portare Ambient, il window manager di MorphOS rilasciato in licenza open source (GPL) e decisamente piu' potente di wanderer; contro questa proposta ci sono due problemi principali: uno,minore, e' legale: Ambient e' sotto licenza GPL; l'altro, decisamente piu' grosso, e' meramente tecnico: Ambient usa estensivamente classi MUI v4 mentre Zune, l'implementazione open source di MUI usata da AROS, supporta solo le classi della versione 3.8. Steve Jones ha suggerito che potrebbe avere modo di ottenere i sorgenti di Directory Opus magellan e di renderli disponibili alla comunita' (una volta risolti certi problemi di licenza) ma anche se questo fosse possibile, alcune parti di Magellan sono scritte in assembler 68k e questo rende il lavoro di port sotto AROS non banale.

E, come noto, portare applicazioni sotto AROS per riempire i buchi e' cosa difficile a causa della scarsita' di sviluppatori: nonostante l'arrivo di alcune nuove leve, c'e' ancora troppa poca gente che ha le conoscenze necessarie per lavorare sul kernel e i drivers; inoltre, nonostante gli ultimi progressi di AROS ne abbiano migliorato l'immagine e la reputazione presso la comunita' amiga, AROS non e' ancora riconosciuto come un membro della famiglia da diversi della vecchia guardia, come questo thread in Amigapage.it ci mostra.

Sempre a Luglio,un avvenimento piuttosto interessante nel mondo Linux e' stata la (temporanea) scomparsa del capo manutentore di CentOS (capo manutentore, admin di SVN, detentore e admin del dominio e amministratore delle donazioni alla distro); questo avvenimento e' uno degli esempi piu' eclatanti di quella che gli utenti di Slashdot hanno chiamato la Bus Syndrome, ovvero le probabilita' che un progetto open source ha di sopravvivere se i suoi sviluppatori principali e i suoi manutentori principali venissero a mancare (o, metaforicamente, venissero investiti da un autobus).

Il motivo per cui cito la Bus Syndrome e' relativo alla corrente (dis)organizzazione di AROS; nonostante non sia piu' attivamente coinvolto nel progetto, Aaron Digulla, uno dei fondatori e' ancora uno degli admin del dominio aros.org e a quel che so solo admin del server CVS - ovvero il solo che puo' rilasciare accounts CVS agli sviluppatori, e la sua figura e' ancora di primaria importanza nel progetto. E' cosa nota a coloro iscritti alla mailing list degli sviluppatori che i tempi tra la richiesta ad Aaron e il relativo rilascio di un account CVS possono essere nell'ordine di settimane o piu'. Cosa succederebbe se un giorno Aaron per qualche motivo  non potesse rilasciare piu' accounts? E' il suo ruolo e il fatto di essere admin del CVS essenziale per la prosecuzione di AROS? Michal Schulz [che ha recentemente finito la fase 1 del port su EFIKA e che ora sta lavorando al port sotto ARM  - nda] e' un altra figura chiave del progatto, e ho gia' espresso le mie preoccupazioni in passato nel caso decidesse di finire la sua collaborazione con AROS, suggerendo e auspicando che possa essere scritta una documentazione estensiva per permettere a nuovi sviluppatori di proseguire il lavoro; il fatto che lo scorso luglio la certificazione CVS fosse scaduta e per un mesetto non  fosse possibile fare nuove builds ha rinfocolato le mie perplessita': personalmente il mio consiglio e' che, siccome Aaron non e' piu' sviluppatore attivo di AROS da diverso tempo, sarebbe cosa buona se decidesse di dare l'account admin anche a qualcun altro degli sviluppatori piu' importanti per prudenza e per prevenire le grane che si verrebbero a creare in caso non fosse in piu' in grado di svolgere i suoi compiti di admin.

E, per finire, a meta' di agosto la societa' DiscreetFX di Bill Panagouleas, che ha comprato i sorgenti della originale ToasterCG Suite da Newtek e li ha rilasciati in licenza open source, ha riproposto una bounty per portare la ToasterCG suite sotto i moderni Amiga OS, AROS incluso, astraendola dall'originale hardware Amiga. Siccome molti dei programmi della suite,pur essendo scritti in C contengono parti in assembler 68k (con l'eccezione di DigiPaint, scritto completamente in assembler), il comptio non sembra tra i piu' semplici ma, se portato a termine, sicuramente aiuterebbe a colmare il vuoto presente per software di video processing sui nuovi sistemi Amiga e potrebbe essere anche usato come base per scrivere nuove applicazioni.
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