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Tutto quel che puo' venire in mente a un italiano che si e' sposato e spostato in california
VIAGGI
28 maggio 2008
Sfogo: Fuor dalla Patria l'eco della natia musica s'ode...
...ma e' sempre la solita solfa :(
Leggete questo e questo articolo sul Corriere Adriatico:

Ancora una volta le amministrazioni locali dimostrano la solita lungimiranza degna di una talpa miope verso il turismo: cantieri aperti in piena stagione turistica, regole farraginose, mancata adesione a manifestazioni, carenza di segnaletica e di strutture, politica edilizia e di sviluppo che va in direzioni diametralmente opposte a quelle che sarebbero opportune per lo sviluppo del comparto.

Non che le altre parti della mia regione e dell'italia stessa siano meglio, ma la situazione di Mondolfo e Marotta e' endemica: prese dalla romagna e Rimini a nord, Urbino a nord-est, la riviera del Conero a sud, il sottosviluppo di Mondolfo nel turismo e' incredibile.

E anche quello della regione marche stessa e' incredibile, per una regione come questa che potrebbe concorrere quasi al pari della toscana.

Sono partito da tre anni dal mio paesino conosciuto come il "balcone sull'Adriatico" e vedo sempre la stessa storia, anzi: peggio di prima, quando ho saputo che la Cacciata, la nostra rievocazione folcloristica legata al gioco del pallone al bracciale, antenato del tamburello, era stata cancellata l'anno scorso e non ho buoni presagi neanche per l'anno corrente.

Piu' che altro sono stanco della mentalita' stessa del marchigiano: lavoratore si, devoto pure, magari di indole rossa , socievole se lo sai prendere nella giusta maniera, ma duro come un masso di granito rivestito di cemento armato e, purtroppo, basicamente provincialotto e chiuso mentalmente al rinnovamento.

Perche' e' quello il segreto del successo nel turismo: apertura mentale, essere disponibili a compromessi e ad accontentare il turista, magari sedurlo non solo con quel che si ha ma offrirgli anche qualcosina in piu', dargli modo di vedere le meraviglie locali (trasporti e infrastrutture), farlo divertire (attrazioni, manifestazioni e locali), magari viziarlo un po' (attivita' commerciali) ,dirgli dove andare, cosa fare (informazione adeguata), offrirgli del buon cibo non troppo caro (ristoranti con un ragionevole costo) e soprattutto essere disponibili a relazionare con persone che hanno un modo di pensare, di vestire e di apparire diverso dal nostro.

Esattamente quel che manca nelle marche, a differenza della vicina Romagna.


Gente, io mi sono onestamente stancato di sentir dire da coloro che incontro che sono stati a Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli,. Capri (il solito corridoio er i turisti americani e stranieri in italia) e che non sanno neanche cosa siano le marche.

Abbiamo Urbino, citta' natia di Raffaello, abbiamo la riviera del conero che puo' esser paragonata al gargano e alla costiera amalfitana: colline piu' dolci e poetiche di quelle toscane con vini altrettanto buoni, un corridoio da favola come la val marecchia a meta' tra Romagna e marche in cui, essendo circondati da castelli pare realmente di sentirsi nel medioevo: spiagge con sabbia fine (la sabbia di santa monica al confronto e' ghiaia da costruzione a grani grossi), acque poco profonde, calde (provate a tuffarvi nell'oceano: tremendamente freddo) e senza squali, tranne il buon vecchio willy (chiedete a mia moglie che ha amato la spiaggia della cesanella): un atmosfera molto piu' domestica, rilassante e buon cibo.

Persone come me han dovuto andar via di casa per farsi una famiglia: il turismo darebbe da lavorare e mangiare per molta gentee darebbe un colpo di frusta alle industrie che gravitano sui servizi legati ad esso: il cosiddetto indotto.

E invece noi i turisti li strangoliamo con prezzi altissimi, li maltrattiamo e lasciamo a loro stessi con le nostre strutture inesistenti,li facciamo annoiare e andare altrove a divertirsi e li consideriamo mucche da mungere e tontoloni da abbindolare, quei pochi che nonostante la - secondo me voluta - NON promozione delle bellezze locali hanno il coraggio di avventurarsi nella costiera marchigiana.

Dubito che questo articolo faccia la differenza e far ripensare intere giunte e demolire interessi privati, ma come sfogo per una situazione che ho visto crescere con i miei occhi e che ho sempre avversato (di)sperando un giorno che Marotta e la riviera adriatica nord marchigiana diventassero come la romagna e coltivando idee di aprire il mio internet cafe in quel di Marotta, penso sia adeguato.
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